Biografia del Malosso

Pittore e architetto, nasce il 19 settembre 1556 a Cremona (muore a pavia il 23 gennaio 1619, all' età di 63 anni). Entrato da giovinetto nella bottega di pittura di Benedetto campi ben presto ne acquisisce i segreti e imparata l' arte arriverà infine a superare il proprio maestro. La sua vita è ricca di episodi significativi mirati alla ricerca della perfezione e legati alla sua innata passione per la grazia femminile.

Nel 1575 sposò la nipote del suo maestro, da cui erediterà poi l' intero studio, con ogni materiale in esso contenuto. Nella fase della sua formazione opera ancora nel solco dello stile di Bernardino, dimostrando però interesse anche per il paesaggio fiammingo, per le composizioni e i modelli del Correggio e per il luminismo di Antonio Campi. A partire da Gianni 80 introduce Cremona un nuovo modello compositivo a doppio registro per la pala d'altare, orientando il suo linguaggio verso esempi bolognesi e centri italici. Nel nono decennio il Malosso diviene il principale protagonista della scena pittorica cremonese; il suo successo ha origine proprio da un linguaggio ormai autonomo rispetto riferimenti locali e caratterizzato da originalità e puntualità iconografiche, suggestioni e invenzioni teatrali, enfasi mimica e gestuale, in funzione di una perfetta aderenza sia ai contenuti dottrinali che agli intenti dimostrativi delle istanze postridentine. Per fare fronte alle numerose commissioni pittoriche, architettoniche e decorative sia a Cremona che in territorio lombardo - emiliano, il Malosso costituisce intorno a se un vasto e ben organizzato atelier, i cui collaboratori, soprattutto dopo il suo allontanamento da Cremona ai primi del 600, formeranno botteghe autonome, a lungo divulgatrici dei modelli del maestro. Dal 1064, infatti, il Trotti è ufficialmente a servizio del duca Randuccio Farnese a Parma e nei territori farnesiani; qui le sue ecclettiche capacità vengono ulteriormente messe a frutto di imprese decorative (affreschi nel Palazzo del Giardino; teatro della Pilotta, Parma) e in apparati effimeri (Vanzetto, 1985 e regesto), più che nel consueto tema della pala d'altare. L'artista muore a Parma nel pieno della sua attività l'11 giugno 1719.